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I migliori ristoranti in Emilia-romagna

18941 ristoranti in GastroRanking

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9,6
5674
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Osteria Francescana


Modena, 45-60€
05/05/2021: Non conosco gli amici dello Chef ....ma sicuramente non hanno dato un piccolo aiuto ma un enorme e fantastico aiuto!!!!Avevo paura di perdere questo nuovo menu....ed invece con l'intuizione di spostare alla Luigina tutta la Francecana ci ha permesso di godere di un esperienza meravigliosa....veramente GRAZIESono al mio quarto menu dello Chef ed ogni volta e sempre di più mi fa felice!
23/04/2021: Esperienza unica in un posto davvero da 10 e Lode!

9,3
747
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Controcorrente


Morciano di romagna
21/02/2021: Ci siamo recati a pranzo il giorno prima del lockdown.Tavoli distanziati, servizio eccellente. Ci hanno fatto assaggiare una vellutata ottima, poi abbiamo ordinato gli spaghetti alle mazzancolle e i tortelli all’ombrina : favolosi!! E per finire una meringata superlativa.
20/02/2021: Bravi! Menu degustazione ottimo! Da provare spaghetti aglio olio peperoncino con mazzancole e quinoa croccante 🤤

9,3
3168
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San Domenico


Imola, 30-45€
30/04/2021: Ho avuto il piacere dopo diverso tempo di tornarci a pranzo, ottima accoglienza e gentilezza di tutto il personale. Ho avuto la fortuna di pranzare in canitna, un posto magico e fuori dal tempo...con a fianco etichette molto importanti !! Servizio impeccabile, cibo di livello Assoluto, come del resto il vino che avevano riservato per il pranzo. Veramente complimenti per la professionalità e passione che mettete a disposizione della clientela !!! Bravi e grazie
16/04/2021: Bellissimo, da visitare i musei Civici e con guide che sono competenti e grande passione.

9,3
761
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Magnolia Ristorante


Cesenatico
07/05/2021: Qualità cortesia professionalità ...e poi il ristorante si riconosce dal pane e dal caffè....top.
04/05/2021: Ristorante elegante e ricercato. Cucina innovativa di alto livello. Stelle Michelin piu che meritate. Importante anche la carta vini. Ideale per cene di coppia romantiche. Consigliatissimo

9,1
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Nido del Picchio


Carpaneto piacentino, 20-30€
02/05/2021: E la terza volta che torniamo e non ci ha mai deluso. Curato nei minimi dettagli,ottimo servizio personale preparato .a fine pranzo non abbiamo mai avuto la sensazione di aver speso tanto ,percepiamo la qualità del ottimo cibo .la location stupenda.COMPLIMENTI👏👏👏
22/03/2021: Pranzo di San Valentino con menù fisso a base di pesce: io e il mio ragazzo siamo rimasti davvero colpiti. I piatti erano molto buoni, ciascun sapore ti trasportava in un posto diverso, si è notata sin da subito l'attenzione e la cura nel realizzarli, il personale gentile e accogliente, tanto da farci sentire a casa, nonostante l'atmosfera fosse elegante e sofisticata, servizio impeccabile, il vino ottimo, davvero un'esperienza unica da ripetere!

9,1
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Il Barolino


Carpi
09/05/2021: Impeccabili per qualità, sapore e servizio anche nell'asporto. Grazie!
05/05/2021: Ottima sistemazione per pranzare all aperto

9,1
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Antica Corte Pallavicina


Polesine parmense
02/05/2021: Bello tranquillo si mangia benissimo, con lo schef Massimo Spinaroli
02/05/2021: Abbiamo visitato questa antica corte gratuitamente con incluse le audioguide: anche se avremmo pagato ben volentieri i 3 euro per il biglietto, siamo entrati gratis perché avevamo il passaporto dei castelli del ducato, ma ripeto per quella cifra irrisoria e per il nolo delle audioguide questo e altro. Purtroppo eravamo in zona gialla e non siamo potuti rimanere alla degustazione o all'Hostatia (il ristorante Spigaroli, purtroppo, non è alla nostra portata), ma punteremo a tornarci! La visita con l'audioguida è piacevole e puoi fare le foto, oltre ad essere seguito da Bagheera, un gatto nero coccolone e stupendo che mi sarei portata a casa volentieri😍😍😍 nei mesi estivi si può fare anche il percorso lungo il Po, molto bello, mentre in inverno sembra di stare sul set di Novecento di Bertolucci. Ci torneremo!

9,1
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Amerigo dal 1934


Savigno, 30-45€
05/05/2021: Pranzo in 4, tutti con menù degustazione che comprende: antipasto, primo, secondo, dolce una bottiglia di vino per coppia. Come antipasti calzagatti e Bologna la "rosa" non particolarmente memorabili. Per quanto riguarda i primi ravioli buoni, ottimo il ripieno, tagliatelle normali. Guancia di vitella una marcia in più rispetto a tutti gli altri piatti, carne morbidissima e di qualità. Buoni anche il coniglio e il baccalà. Vino bianco fermo perfetto per gli antipasti. Vino rosso fermo dei colli bolognesi servito fresco per scelta, purtroppo in questo modo è risultato quasi del tutto inodore e insapore. Dolci positivi. Assaggiati zuppa inglese, torta sapida di cioccolato, savarin e biscotteria con Malvasia. Nel complesso esperienza positiva, magari prossima volta provarò il menù degustazione stagionale. Prezzi congrui.
03/05/2021: C'è poco da dire, la qualità delle materie prime, la semplicità raffinata con cui vengono proposte le ricette, la genuinità del posto parlano da sole. Complimenti per la cucina, il servizio, l'autenticità e la disponibilità nella prenotazione. L'uovo amerigo, da solo, vale la visita.Sono umbro e ben abituato a questo stile di cucina, al tartufo ed alle materie prime a km 0 ed è la prima volta che mi sono sentito "a casa" in cucina fuori dal mio territorio.eccellente il rapporto qualità prezzo! Alla prossima!

9,1
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Ristorante Salotto Parizzi&Picchi


Parma
07/02/2021: Un'esperienza superiore. Unico neo un servizio poco attento da parte di una delle due persone in sala.
20/01/2021: Visited here before COVID, wonderful food and experience.

9,0
615
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Ca' Matilde


Quattro castella
14/04/2021: Ho avuto l’occasione di cenare diverse volte in questo ristorante, provando tre dei quattro menu proposti. Tutti i menu sono semplicemente eccezionali, menzione d’onore per i fiori di zucca e per gli scampi. Consiglio in assoluto il menù cielo. Vini assolutamente azzeccati dal sommelier e personale super accogliente. Prezzo in linea con la qualità e con la fattura dei prodotti coltivati nel magnifico giardino. Discorso un po’ diverso per il take away che purtroppo non è all’altezza della cena in loco, ovviamente si sente che viene riscaldato a casa, questo non dipende da loro. Spero di poter tornare presto per gustare nuove proposte.
26/02/2021: Nelle matildiche terre di Canossa, in mezzo alla campagna delle prime colline del reggiano, prodromi della catena appenninica tra Emilia e Toscana, tra aziende agricole ed allevamenti, sta una vecchia casa colonica, recuperata, ristrutturata e trasformata in locanda e soprattutto ristorante. Stellato.Io e la mia gentile consorte abbiamo passato una notte come ospiti della Locanda e ovviamente ne abbiamo approfittato per poter godere dell’ospitalità e, in serata, anche della cucina dello Chef Vezzani. Non senza aver comunque esplorato ed esperito, durante il pomeriggio, la pace dei campi circostanti, quasi un raccoglimento in meditazione per preparare corpo e spirito alla cena, pronti a farci sorprendere.Ed in effetti di sorpresa, pur se programmata, si trattava. Avevamo infatti optato, in sede di prenotazione, per il menù degustazione “Cielo”, definito sul sito del ristorante come il punto più alto dell’esperienza culinaria, come un’esperienza armonica di gusto e sapore, ma non ulteriormente specificato. Carta bianca e completa fiducia, insomma. Siamo sempre stati convinti che il miglior modo per apprezzare l’opera di uno chef e l’accoglienza di un locale, almeno in prima battuta, sia quello di affidarci completamente a loro, facendoci stupire e coccolare, assecondando quanto programmato, certamente frutto di perizia e calibratura, per poter apprezzare appieno l’esperienza. Sia per il cibo, sia per i vini, sia per il locale, sia per l’accoglienza, sia per l’ospitalità. Insomma, qual miglior presentazione scegliere se non quella che lo chef in prima persona e la sua brigata pensano con lo scopo di mettere in vetrina nel modo migliore il meglio di loro stessi? E noi certamente ne abbiamo approfittato. Anzi è una regola cui cerchiamo di aderire ad ogni prima visita ad un nuovo, per noi, locale.Accolti dalle premure del personale, la sala si presenta con un misto di minimalismo e razionalità. Solo alcuni punti luce ben posizionati a evidenziare angoli, momenti, piccoli preziosismi decorativi, contribuiscono a definire l’atmosfera tranquilla e quasi sacrale del luogo. Sembra la luce della ragione con cui un’ispirazione razionalista ha tratteggiato e disegnato l’arredamento, i tavoli e l’essenziale mise en place. Su ogni tavolo una nota scarlatta data da un unico tulipano, il verde gambo inserito in una bianca sfera, i bicchieri, i tovaglioli, i piattini per il pane, l’appoggio per le posate e una lampada per una fonte di luce localizzata. Tutto direttamente sul tavolo. È, appunto, la luce della ragione che scava nell’oscurità e riduce ai minimi termini l’occorrente accessorio, favorendo così la concentrazione e l’attenzione sul cibo. Un approccio razionale, quindi, apparentemente contraddittorio con il fine ultimo del nostro essere lì: dopo tutto cerchiamo un’esperienza prettamente sensoriale, tutta sensazioni, tutta godimento, “tutta pancia” verrebbe da dire, di fronte alla quale la ragione non può che inchinarsi. Un percorso che parte, sì, dalla mente ma che arriverà ben presto al predominio del gusto e dei sensi, continuando, come bordone di sottofondo, a maggiormente accentuare la loro esperienza.E in questa atmosfera essenziale ogni singola portata ci si presenterà prepotentemente, vividamente delineata nella sua composizione visiva, gustativa e olfattiva, da pennellate di colore sorgenti da candide stoviglie dalle forme artistiche, da richiami metaforici e da prepotenti concentrazioni di gusto. Ogni portata sarà nettamente definita in tutti i suoi minimi dettagli e sfumature, in un turbinio di sistematici riferimenti incrociati a formare, nel corso della serata, un complesso organico e uniforme. Ogni singola parte avrà un suo ruolo insostituibile ed essenziale nell’ottenimento di una globale perfezione. Ogni piatto, con un profilo visivo, olfattivo, gustativo e di consistenze liricamente suggestivo, trasmuterà una sensazione in lirica emozione, in profondo vissuto personale. Assisteremo così ad un susseguirsi di immagini ed impressioni, di proposte e denotazioni, di rimandi e connotazioni, come in una teoria di godibili miniature, quasi fosse un’esposizione di quadretti fiamminghi, minuziosamente curati sin nei più piccoli e minuscoli dettagli, che offrono stupore e suscitano ammirazione ad ogni analisi e approccio. Leggeremo quindi assieme il Canzoniere che lo Chef ha imbastito per noi, sulla scorta di quello di Petrarca. Citeremo proprio il poeta aretino, prendendone a prestito, racchiuse tra virgolette, parole, versi, emozioni ed espressioni in un sorprendente quanto insolito parallelo gastro-letterario, rivelatore di inaspettate similitudini nella capacità evocativa e nell’ispirazione poetica, di lettere in un caso e di cucina nell’altro. Sopperiremo così all’ineffabilità di chi offre all’immaginazione, con poche pennellate, istantanee adamantine e cristallini squarci di un paesaggio e di una natura, coltivata, curata, approntata e cucinata, protagonista, assieme a noi, dell’articolato procedere dalla Ragione e dai piaceri terreni verso lo stato di grazia.Ma ci arriveremo; alla fine arriveremo allo stato di grazia. Ci vuol solo un po’ di pazienza e di preparazione.La parabola gustativa attraverserà due divertissement, uno iniziale e uno finale, quattro antipasti, un primo, un secondo, formaggi, pre-dessert e dessert; undici portate sospese tra terra e mare, inframezzate dalle note casearie dei formaggi, in un fantastico vagabondare “a passi tardi e lenti”, volutamente, dovutamente e opportunamente tardi e lenti, come quelli del nostro poeta, per “fare in terra un paradiso”, sotto il terso cielo che, di nuovo, offre il proprio, azzeccato nome all’intera successione. Il prologo è costituito da otto amuse-bouche, “rime sparse” in cerchi concentrici, che ben contribuiscono ad aprire stomaco e spirito. Sono vere detonazioni di gusto, in cui finocchietto, zenzero, basi-crumble, mini-tacos, gelatine fanno a gara nel non farsi dimenticare troppo presto, in un gioco di sinusoidali rimandi, richiami e controcanti, come fossero “sospiri” con cui “nutrire il cuore”. E non solo.A seguire, in una magnifica foglia di bianca porcellana, le mezze maniche di tosone e ricotta, con crema di patate, cipolline e ragù. Un piatto basato su di un quasi-formaggio, il tosone, spiccatamente ed emilianamente locale, la cui conoscenza è riservata a pochi fortunati, e ingiustamente penalizzato da alcune norme nel processo di produzione del Parmigiano-Reggiano che ne limitano la diffusione. Il suo delicatissimo sapore, al limite dell’impercettibile, accarezzato dalla ricotta e dalle patate, ma nettamente fronteggiato da un più vivace ragù, si offre timido al palato, sorretto dall’agro delle cipolline. In tutto e per tutto, a partire dagli aviti ricordi della nostra infanzia, come un “vecchierel canuto e bianco” che offra se stesso, in un estremo regalo, boccone dopo boccone, al nostro reminiscente palato.Seppie, verza e carote ci attendono ora, dirigendoci quindi decisi verso il mare. L’acidulo dei “capei d’oro a l’aura sparsi” della julienne di verza, racchiusi tra la seppia e il fondo cremoso, forma con i sapori dolci sottostanti un connubio agro-dolce molto piacevole ed equilibrato, mentre la croccantezza di alcune chips ci serve per ravvivare la morbidezza della seppia. Il percorso inizia ora ad espandersi, con la seppia, ma soprattutto con le chips, anche nella terza dimensione, conferendo maggior levità visiva al tutto, quasi un tendere al cielo, con delicati toni ocra e arancio.Sempre di mare anche l’antipasto successivo, alici, broccoli e chips di tapioca, in cui pennellate magenta si stagliano sul verde dei broccoli conferendo ulteriore slancio alla tapioca che sovrasta la composizione. È forse una delle portate più suggestive della serata, le cui petrarchesche “chiare, fresche e dolci” tonalità di contorno ben evidenziano l’ocra brunito della leggera panatura delle alici, adagiate sui broccoli. In aggiunta al ruolo cromatico, la panatura ammorbidisce il sapore ittico dell’alice, su cui “le belle membra pose” la croccante tridimensionalità della chips, prodromo al quarto antipasto.E la serie si chiude in un crescendo di gusti, con quaglia e cavolfiore. Si riprendono le cromaticità ocra-aranciate già viste in precedenza, in una composizione che vira decisamente verso i toni più caldi e i sapori più decisi. Si passa quindi alla terra, con le familiari dolcezze del cavolfiore e le gustose punte di sapidità date dai capperi. E a finire il tutto “da’ be’ rami scendea (dolce ne la memoria) una pioggia” di chips croccanti, a ben sviluppare in verticale, di nuovo e per la terza volta, veramente un tema costante in questa fase, la pietanza. Ora siamo pronti per le portate centrali, dove ci attendono ulteriori preziosi sonetti gastronomici dello chef-poeta che ci ha viziato sino ad ora. I cappellacci di pecorino con crema di piselli, nocciole e rapa rossa ci vengono serviti raccolti al centro di una bianca porcellana artisticamente frantumata e ricostruita, in cui la simulazione dei singoli frammenti sembra fare il paio con i dorati scrigni di pasta dal gustoso ripieno caseario. Sotto e tra loro il pallido verde pastello della crema di piselli fa da sfondo ed esalta le gocce porpora della rapa. Infine, sopra “l’oro e le perle e i fior vermigli” una croccante spolverata di nocciole tritate aumenta la poesia della composizione. “Negli occhi ho pur le violette e il verde”, ma, avendo la cura di comporre ogni boccone con un cappellaccio, una goccia di rapa, la crema e le nocciole, un insieme molto equilibrato di piccantezza, terrosità, dolcezza, sapidità, croccantezza e pastosità si offre con generosità al nostro grato palato. Assieme al successivo, uno dei piatti del percorso in cui maggiormente si fondono classicità e innovazione.Anche la costina su crema di patate con cavoletti e radicchio tardivo, ci dà la possibilità di costruire bocconi composti in cui fondere i sentori amari del radicchio e dei cavoletti, assieme alla dolcezza delle patate e alla morbidezza gustosamente sugosa della carne. L’eccellente cottura della parte proteica ha conferito alla “fera bella e mansueta” una consistenza che non offre praticamente resistenza al morso. La composizione del piatto è più lineare, poco sviluppata in verticale, se non per la carne, e anche cromaticamente i colori si susseguono ordinatamente “in un boschetto” dalla foggia più classica: il viola del radicchio, il verde dei cavoletti, il bruno della carne, circondati dal pallido giallo della crema.Chiusa così anche la parte carnosa, una degustazione di formaggi, deliziosamente reinventata, ci offre perle di colore brunito che risaltano sullo sfondo nero dell’ardesia. Dapprima un wafer con Parmigiano e nocciola, che affianca alla pastosa sapidità del formaggio di casa il dolce sentore del frutto secco, in un abbinamento perfetto. Già così “volo sopra ‘l cielo”, ma “spero e ardo” per la successiva tappa, un bignè al gorgonzola in cui, inaspettatamente, non troviamo né la prepotenza, né la piccantezza che ci aspettavamo, ma una sorprendente delicatezza. E la saporita pralina finale al pecorino ci fa capire il perché di questo ordine, vista la sua maggior caratterizzazione. Il tre è il numero perfetto e questa successione stupefacente di bocconcini caseari prelibati lo conferma una volta in più.È il momento della parte dolce e conclusiva della cena. Il compito di traghettarci dai grassi agli zuccheri è affidato ad un cremoso alla mela con arachidi e semi di lino, nel ruolo di pre-dessert. E l’acidulo della mela, sia in specie di cremoso che in specie di croccanti cubetti, adempie perfettamente al suo compito di sgrassare e rinfrescare il palato, mitigando comunque la sua azione con le arachidi e la chips con i semi di lino. Questa freschissima ”aura gentil che rasserena i poggi” delle nostre fauci, sfuma i toni pastello del cremoso in quelli scuri dei semi di lino, ed è presentata in una ciotolina di servizio trasparente, necessaria a lasciar intraveder il prezioso contenuto e a riprendere la dimensione verticale iniziale, momentaneamente accantonata durate le portate centrali. Siamo ora pronti per il gran finale dolce. Un guscio sferico di cioccolato con ganache al cioccolato bianco e lamponi, un gelato al mascarpone e una meringa si susseguono, elevati al cielo, sul semplice piatto ovale, il cui candore esalta i colori caldi di tali delizie: il marrone del cioccolato, il rosso del lampone, i toni crema del mascarpone e il giallo del crumble. Ad essi si accompagna il bianco ghiaccio della meringa, in una successione che invita alla degustazione, efficace, perché provata, sia singola che multipla. Rompere il guscio della pallina di cioccolato è gioco divertente e mezzo di stupore, al disvelamento del composto di cioccolato bianco e lamponi contenuto in essa, per la cui degustazione “trovommi amor del tutto disarmato”, come accadde allo spasimante di Laura. Sì, lasciamo che questa meraviglia ci faccia innamorare di lei. Grassezza, dolcezza, freschezza, acidità ci fanno salire alle sfere celesti da cui, una volta di più, il menù prende il proprio nome. E il gelato rubicondo, assieme al lampone acidulo, suo prolungamento ideale, ci traghetta verso il gelato al mascarpone, nota grassa ma dalla rotondità ora indispensabile, per arrivare poi alla scoppiettante chiusura della candida meringa, sempre approfittando del sottofondo del crumble e della crema al cacao, atta a stabilizzare la sfera di cioccolato. “Qual meraviglia se di subito arsi?”. Niente di meno della domanda del Vate, che facciamo nostra, è adeguato ai celestiali e indimenticabili momenti di gioia degustativa offerti da questa meravigliosa composizione che “di sol vestita, coronata di stelle, al sommo Sole [piacque] sì, che ‘n [lei] Sua luce ascose”. A evocar suggestive emozioni, “amore mi spinge a dir di [lei] parole”. Nient’altro che questo. Lo stato di grazia. Come promesso. Nel finale dei Canzonieri, di allora e di oggi, di Petrarca e dello Chef Vezzani.La piccola pasticceria infine offre un richiamo alla medesima ispirazione degli assaggi iniziali. Piccoli capolavori di delizia, gelatine, frollini, dolci reinterpretazioni e scrigni di cioccolato, mini-sandwich alla crema sistemati in un piatto rettangolare in cui al movimento ceramico sinusoidale del divertissement iniziale si sostituisce la frammentazione simulata e ricomposta già vista nel piatto di pasta. Un voglioso percorso tra cremosità, acidità, pastosità, gelatine ricoperte di zucchero, toni agrumati, succosità, in rapporto di armonia e contrasto tra di loro, uno dopo l’altro, uno che tira l’altro, senza fine… Che altro dire se non che “più tempo bisogna a tanta lite”?A conclusione, il graditissimo incontro, che lo chef ci ha fatto l’onore di regalarci, ci ha permesso di esprimere anche a lui, dopo che già avevamo indirizzato i nostri compimenti alla sala, la nostra gratitudine per l’incredibile percorso. Qui egli ci ha raccontato del suo impegno nella sostenibilità, che si realizza anche attraverso la gestione e la cura dell’orto, ove sono coltivate molte delle materie prime utilizzate dalla cucina. È sicuramente un vanto della sua proposta, aumentando la qualità dell’offerta. Gli auguriamo quindi una seconda stella. Anzi due: sia rossa che verde. Perché no? Se le merita, a nostro parere.

9,0
523
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The Delights of Hair M & C


Ferrara
07/05/2021: Rapporto qualitá prezzo ottimo! Abbiamo ordinato cappellacci gorgonzola e noci, tagliatelle panna e speck, acqua, coca-cola e due caffé tutto al prezzo di 21,00 euro. I primi buonissimi. Personale cortese e professionale. Consigliato.
01/05/2021: Ho acquistato una consulenza personalizzata perché non volevo più usare le tinte chimiche, e riconosco che sono stata molto scettica riguardo al risultato. I prodotti mi sono arrivati in tempi molto rapidi e sono veramente prodotti di qualità. Ho tantissimi capelli bianchi e grazie alla consulenza personalizzata sono riuscita non solo ad ottenere un bellissimo colore ma anche coprire completamente i capelli bianchi. Sono molto contenta e sicuramente continuerò ad usare le erbe tintorie.

9,0
144
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Fiordarancio


Ferrara
03/05/2021: Ottimo gelato e titolare molto simpatica. Consigliatissimo!
26/04/2021: gelato buonissimo e leggero! non ti stanchi mai di mangiarlo. la proprietaria è gentilissima e sempre disponibile a farti assaggiare i gusti.

9,0
234
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Tartapiada


Ravenna
02/05/2021: Piadina romagnola buona! I gestori gentili disponibili e sempre sorridenti. Mi fermo sempre. Consiglio la piadina con pancetta brie e radicchio. Buonissima.
02/05/2021: La migliore piadina di Ravenna di sicuro, ma probabilmente anche di tutta la provincia.

9,0
581
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Abocar


Rimini
02/05/2021: Accoglienza super, gentilezza e cortesia! È un ristorante stellato 2.0 molti giovani tra gli ospiti e camerieri super informali, non c’è l’aria ingessata! Il locale è molto bello curato nei particolari con un giardino di questi tempi Top! Fidatevi dei menù degustazione il percorso sensoriale è incredibile, spezie e cotture incredibili e soprattutto scoprirete sapori nuovi! Cantina essenziale ma con buone scoperte. Rapporto qualità prezzo ottimo! Tra i piatti che ci hanno colpito: Cocco, piselli e salvia e Seppia, liscari e sesamo nero! Bella l’idea di scomporre i secondi in due piatti diversi! Grazie
25/03/2021: Ristorante a 5 stelle! Cioè almeno una stella Michelin la ha sicuro! Personalmente non sono rimasto poi così soddisfatto, di ristoranti ne ho frequentati tantissimi e il fatto che abbia una stella Michelin o zio Luigi in cucina che si scaccola per me non fa differenza, cerco di essere obbiettivo. Magari non ho capito i piatti e gli abbinamenti dei vini, però a parte questo, reputo che per il prezzo pagato, che ci sta visto il tipo di locale, le materie prime del menu erano troppo povere ( sarde e triglie), le lavorazioni sui primi troppo semplici. Dolce invece molto buono e con lavoro dietro, pane di qualità. Antipasto interessante.

9,0
127
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Sabakaita


Forlì
02/05/2021: Una Cena deliziosa Roll buonissimi e ricercati accompagnati da cocktail favolosi e da un servizio rapido e cordiale. Lo staff è giovane e preparato con un attenzione focalizzata nei minimi dettagli.
01/05/2021: Il locale è accogliente e molto carino, ma la vera star è il pesce, sempre freschissimo e di qualità. Il sushi è eccezionale e sfizioso (soprattutto gli uramaki tiger roll, assolutamente da provare). Il personale è gentile e disponibile e i drink sono ottimi, complimenti al barista. Direi che è a mani basse il miglior sushi della Romagna per cene e aperitivi, consigliatissimo!

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