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I migliori ristoranti in Reggio nell'emilia

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9,0
612
Recensioni

Ca' Matilde


Quattro castella
26/02/2021: Nelle matildiche terre di Canossa, in mezzo alla campagna delle prime colline del reggiano, prodromi della catena appenninica tra Emilia e Toscana, tra aziende agricole ed allevamenti, sta una vecchia casa colonica, recuperata, ristrutturata e trasformata in locanda e soprattutto ristorante. Stellato.Io e la mia gentile consorte abbiamo passato una notte come ospiti della Locanda e ovviamente ne abbiamo approfittato per poter godere dell’ospitalità e, in serata, anche della cucina dello Chef Vezzani. Non senza aver comunque esplorato ed esperito, durante il pomeriggio, la pace dei campi circostanti, quasi un raccoglimento in meditazione per preparare corpo e spirito alla cena, pronti a farci sorprendere.Ed in effetti di sorpresa, pur se programmata, si trattava. Avevamo infatti optato, in sede di prenotazione, per il menù degustazione “Cielo”, definito sul sito del ristorante come il punto più alto dell’esperienza culinaria, come un’esperienza armonica di gusto e sapore, ma non ulteriormente specificato. Carta bianca e completa fiducia, insomma. Siamo sempre stati convinti che il miglior modo per apprezzare l’opera di uno chef e l’accoglienza di un locale, almeno in prima battuta, sia quello di affidarci completamente a loro, facendoci stupire e coccolare, assecondando quanto programmato, certamente frutto di perizia e calibratura, per poter apprezzare appieno l’esperienza. Sia per il cibo, sia per i vini, sia per il locale, sia per l’accoglienza, sia per l’ospitalità. Insomma, qual miglior presentazione scegliere se non quella che lo chef in prima persona e la sua brigata pensano con lo scopo di mettere in vetrina nel modo migliore il meglio di loro stessi? E noi certamente ne abbiamo approfittato. Anzi è una regola cui cerchiamo di aderire ad ogni prima visita ad un nuovo, per noi, locale.Accolti dalle premure del personale, la sala si presenta con un misto di minimalismo e razionalità. Solo alcuni punti luce ben posizionati a evidenziare angoli, momenti, piccoli preziosismi decorativi, contribuiscono a definire l’atmosfera tranquilla e quasi sacrale del luogo. Sembra la luce della ragione con cui un’ispirazione razionalista ha tratteggiato e disegnato l’arredamento, i tavoli e l’essenziale mise en place. Su ogni tavolo una nota scarlatta data da un unico tulipano, il verde gambo inserito in una bianca sfera, i bicchieri, i tovaglioli, i piattini per il pane, l’appoggio per le posate e una lampada per una fonte di luce localizzata. Tutto direttamente sul tavolo. È, appunto, la luce della ragione che scava nell’oscurità e riduce ai minimi termini l’occorrente accessorio, favorendo così la concentrazione e l’attenzione sul cibo. Un approccio razionale, quindi, apparentemente contraddittorio con il fine ultimo del nostro essere lì: dopo tutto cerchiamo un’esperienza prettamente sensoriale, tutta sensazioni, tutta godimento, “tutta pancia” verrebbe da dire, di fronte alla quale la ragione non può che inchinarsi. Un percorso che parte, sì, dalla mente ma che arriverà ben presto al predominio del gusto e dei sensi, continuando, come bordone di sottofondo, a maggiormente accentuare la loro esperienza.E in questa atmosfera essenziale ogni singola portata ci si presenterà prepotentemente, vividamente delineata nella sua composizione visiva, gustativa e olfattiva, da pennellate di colore sorgenti da candide stoviglie dalle forme artistiche, da richiami metaforici e da prepotenti concentrazioni di gusto. Ogni portata sarà nettamente definita in tutti i suoi minimi dettagli e sfumature, in un turbinio di sistematici riferimenti incrociati a formare, nel corso della serata, un complesso organico e uniforme. Ogni singola parte avrà un suo ruolo insostituibile ed essenziale nell’ottenimento di una globale perfezione. Ogni piatto, con un profilo visivo, olfattivo, gustativo e di consistenze liricamente suggestivo, trasmuterà una sensazione in lirica emozione, in profondo vissuto personale. Assisteremo così ad un susseguirsi di immagini ed impressioni, di proposte e denotazioni, di rimandi e connotazioni, come in una teoria di godibili miniature, quasi fosse un’esposizione di quadretti fiamminghi, minuziosamente curati sin nei più piccoli e minuscoli dettagli, che offrono stupore e suscitano ammirazione ad ogni analisi e approccio. Leggeremo quindi assieme il Canzoniere che lo Chef ha imbastito per noi, sulla scorta di quello di Petrarca. Citeremo proprio il poeta aretino, prendendone a prestito, racchiuse tra virgolette, parole, versi, emozioni ed espressioni in un sorprendente quanto insolito parallelo gastro-letterario, rivelatore di inaspettate similitudini nella capacità evocativa e nell’ispirazione poetica, di lettere in un caso e di cucina nell’altro. Sopperiremo così all’ineffabilità di chi offre all’immaginazione, con poche pennellate, istantanee adamantine e cristallini squarci di un paesaggio e di una natura, coltivata, curata, approntata e cucinata, protagonista, assieme a noi, dell’articolato procedere dalla Ragione e dai piaceri terreni verso lo stato di grazia.Ma ci arriveremo; alla fine arriveremo allo stato di grazia. Ci vuol solo un po’ di pazienza e di preparazione.La parabola gustativa attraverserà due divertissement, uno iniziale e uno finale, quattro antipasti, un primo, un secondo, formaggi, pre-dessert e dessert; undici portate sospese tra terra e mare, inframezzate dalle note casearie dei formaggi, in un fantastico vagabondare “a passi tardi e lenti”, volutamente, dovutamente e opportunamente tardi e lenti, come quelli del nostro poeta, per “fare in terra un paradiso”, sotto il terso cielo che, di nuovo, offre il proprio, azzeccato nome all’intera successione. Il prologo è costituito da otto amuse-bouche, “rime sparse” in cerchi concentrici, che ben contribuiscono ad aprire stomaco e spirito. Sono vere detonazioni di gusto, in cui finocchietto, zenzero, basi-crumble, mini-tacos, gelatine fanno a gara nel non farsi dimenticare troppo presto, in un gioco di sinusoidali rimandi, richiami e controcanti, come fossero “sospiri” con cui “nutrire il cuore”. E non solo.A seguire, in una magnifica foglia di bianca porcellana, le mezze maniche di tosone e ricotta, con crema di patate, cipolline e ragù. Un piatto basato su di un quasi-formaggio, il tosone, spiccatamente ed emilianamente locale, la cui conoscenza è riservata a pochi fortunati, e ingiustamente penalizzato da alcune norme nel processo di produzione del Parmigiano-Reggiano che ne limitano la diffusione. Il suo delicatissimo sapore, al limite dell’impercettibile, accarezzato dalla ricotta e dalle patate, ma nettamente fronteggiato da un più vivace ragù, si offre timido al palato, sorretto dall’agro delle cipolline. In tutto e per tutto, a partire dagli aviti ricordi della nostra infanzia, come un “vecchierel canuto e bianco” che offra se stesso, in un estremo regalo, boccone dopo boccone, al nostro reminiscente palato.Seppie, verza e carote ci attendono ora, dirigendoci quindi decisi verso il mare. L’acidulo dei “capei d’oro a l’aura sparsi” della julienne di verza, racchiusi tra la seppia e il fondo cremoso, forma con i sapori dolci sottostanti un connubio agro-dolce molto piacevole ed equilibrato, mentre la croccantezza di alcune chips ci serve per ravvivare la morbidezza della seppia. Il percorso inizia ora ad espandersi, con la seppia, ma soprattutto con le chips, anche nella terza dimensione, conferendo maggior levità visiva al tutto, quasi un tendere al cielo, con delicati toni ocra e arancio.Sempre di mare anche l’antipasto successivo, alici, broccoli e chips di tapioca, in cui pennellate magenta si stagliano sul verde dei broccoli conferendo ulteriore slancio alla tapioca che sovrasta la composizione. È forse una delle portate più suggestive della serata, le cui petrarchesche “chiare, fresche e dolci” tonalità di contorno ben evidenziano l’ocra brunito della leggera panatura delle alici, adagiate sui broccoli. In aggiunta al ruolo cromatico, la panatura ammorbidisce il sapore ittico dell’alice, su cui “le belle membra pose” la croccante tridimensionalità della chips, prodromo al quarto antipasto.E la serie si chiude in un crescendo di gusti, con quaglia e cavolfiore. Si riprendono le cromaticità ocra-aranciate già viste in precedenza, in una composizione che vira decisamente verso i toni più caldi e i sapori più decisi. Si passa quindi alla terra, con le familiari dolcezze del cavolfiore e le gustose punte di sapidità date dai capperi. E a finire il tutto “da’ be’ rami scendea (dolce ne la memoria) una pioggia” di chips croccanti, a ben sviluppare in verticale, di nuovo e per la terza volta, veramente un tema costante in questa fase, la pietanza. Ora siamo pronti per le portate centrali, dove ci attendono ulteriori preziosi sonetti gastronomici dello chef-poeta che ci ha viziato sino ad ora. I cappellacci di pecorino con crema di piselli, nocciole e rapa rossa ci vengono serviti raccolti al centro di una bianca porcellana artisticamente frantumata e ricostruita, in cui la simulazione dei singoli frammenti sembra fare il paio con i dorati scrigni di pasta dal gustoso ripieno caseario. Sotto e tra loro il pallido verde pastello della crema di piselli fa da sfondo ed esalta le gocce porpora della rapa. Infine, sopra “l’oro e le perle e i fior vermigli” una croccante spolverata di nocciole tritate aumenta la poesia della composizione. “Negli occhi ho pur le violette e il verde”, ma, avendo la cura di comporre ogni boccone con un cappellaccio, una goccia di rapa, la crema e le nocciole, un insieme molto equilibrato di piccantezza, terrosità, dolcezza, sapidità, croccantezza e pastosità si offre con generosità al nostro grato palato. Assieme al successivo, uno dei piatti del percorso in cui maggiormente si fondono classicità e innovazione.Anche la costina su crema di patate con cavoletti e radicchio tardivo, ci dà la possibilità di costruire bocconi composti in cui fondere i sentori amari del radicchio e dei cavoletti, assieme alla dolcezza delle patate e alla morbidezza gustosamente sugosa della carne. L’eccellente cottura della parte proteica ha conferito alla “fera bella e mansueta” una consistenza che non offre praticamente resistenza al morso. La composizione del piatto è più lineare, poco sviluppata in verticale, se non per la carne, e anche cromaticamente i colori si susseguono ordinatamente “in un boschetto” dalla foggia più classica: il viola del radicchio, il verde dei cavoletti, il bruno della carne, circondati dal pallido giallo della crema.Chiusa così anche la parte carnosa, una degustazione di formaggi, deliziosamente reinventata, ci offre perle di colore brunito che risaltano sullo sfondo nero dell’ardesia. Dapprima un wafer con Parmigiano e nocciola, che affianca alla pastosa sapidità del formaggio di casa il dolce sentore del frutto secco, in un abbinamento perfetto. Già così “volo sopra ‘l cielo”, ma “spero e ardo” per la successiva tappa, un bignè al gorgonzola in cui, inaspettatamente, non troviamo né la prepotenza, né la piccantezza che ci aspettavamo, ma una sorprendente delicatezza. E la saporita pralina finale al pecorino ci fa capire il perché di questo ordine, vista la sua maggior caratterizzazione. Il tre è il numero perfetto e questa successione stupefacente di bocconcini caseari prelibati lo conferma una volta in più.È il momento della parte dolce e conclusiva della cena. Il compito di traghettarci dai grassi agli zuccheri è affidato ad un cremoso alla mela con arachidi e semi di lino, nel ruolo di pre-dessert. E l’acidulo della mela, sia in specie di cremoso che in specie di croccanti cubetti, adempie perfettamente al suo compito di sgrassare e rinfrescare il palato, mitigando comunque la sua azione con le arachidi e la chips con i semi di lino. Questa freschissima ”aura gentil che rasserena i poggi” delle nostre fauci, sfuma i toni pastello del cremoso in quelli scuri dei semi di lino, ed è presentata in una ciotolina di servizio trasparente, necessaria a lasciar intraveder il prezioso contenuto e a riprendere la dimensione verticale iniziale, momentaneamente accantonata durate le portate centrali. Siamo ora pronti per il gran finale dolce. Un guscio sferico di cioccolato con ganache al cioccolato bianco e lamponi, un gelato al mascarpone e una meringa si susseguono, elevati al cielo, sul semplice piatto ovale, il cui candore esalta i colori caldi di tali delizie: il marrone del cioccolato, il rosso del lampone, i toni crema del mascarpone e il giallo del crumble. Ad essi si accompagna il bianco ghiaccio della meringa, in una successione che invita alla degustazione, efficace, perché provata, sia singola che multipla. Rompere il guscio della pallina di cioccolato è gioco divertente e mezzo di stupore, al disvelamento del composto di cioccolato bianco e lamponi contenuto in essa, per la cui degustazione “trovommi amor del tutto disarmato”, come accadde allo spasimante di Laura. Sì, lasciamo che questa meraviglia ci faccia innamorare di lei. Grassezza, dolcezza, freschezza, acidità ci fanno salire alle sfere celesti da cui, una volta di più, il menù prende il proprio nome. E il gelato rubicondo, assieme al lampone acidulo, suo prolungamento ideale, ci traghetta verso il gelato al mascarpone, nota grassa ma dalla rotondità ora indispensabile, per arrivare poi alla scoppiettante chiusura della candida meringa, sempre approfittando del sottofondo del crumble e della crema al cacao, atta a stabilizzare la sfera di cioccolato. “Qual meraviglia se di subito arsi?”. Niente di meno della domanda del Vate, che facciamo nostra, è adeguato ai celestiali e indimenticabili momenti di gioia degustativa offerti da questa meravigliosa composizione che “di sol vestita, coronata di stelle, al sommo Sole [piacque] sì, che ‘n [lei] Sua luce ascose”. A evocar suggestive emozioni, “amore mi spinge a dir di [lei] parole”. Nient’altro che questo. Lo stato di grazia. Come promesso. Nel finale dei Canzonieri, di allora e di oggi, di Petrarca e dello Chef Vezzani.La piccola pasticceria infine offre un richiamo alla medesima ispirazione degli assaggi iniziali. Piccoli capolavori di delizia, gelatine, frollini, dolci reinterpretazioni e scrigni di cioccolato, mini-sandwich alla crema sistemati in un piatto rettangolare in cui al movimento ceramico sinusoidale del divertissement iniziale si sostituisce la frammentazione simulata e ricomposta già vista nel piatto di pasta. Un voglioso percorso tra cremosità, acidità, pastosità, gelatine ricoperte di zucchero, toni agrumati, succosità, in rapporto di armonia e contrasto tra di loro, uno dopo l’altro, uno che tira l’altro, senza fine… Che altro dire se non che “più tempo bisogna a tanta lite”?A conclusione, il graditissimo incontro, che lo chef ci ha fatto l’onore di regalarci, ci ha permesso di esprimere anche a lui, dopo che già avevamo indirizzato i nostri compimenti alla sala, la nostra gratitudine per l’incredibile percorso. Qui egli ci ha raccontato del suo impegno nella sostenibilità, che si realizza anche attraverso la gestione e la cura dell’orto, ove sono coltivate molte delle materie prime utilizzate dalla cucina. È sicuramente un vanto della sua proposta, aumentando la qualità dell’offerta. Gli auguriamo quindi una seconda stella. Anzi due: sia rossa che verde. Perché no? Se le merita, a nostro parere.
24/02/2021: CAMPAGNA STELLATA È una tarda mattina di sabato. Con un clima quasi primaverile ci inoltriamo nella campagna reggiana percorrendo stretti sentieri di asfalto che corrono tra distese verdi perfettamente coltivate. Raggiungiamo una costruzione diroccata: sembra messa lì di proposito, con quell'aspetto che (immaginiamo) il tempo ha reso fatiscente, quasi a rappresentare un monumento storico alle fatiche di un agricoltura condotta con la forza delle braccia. Ci troviamo in quel luogo che i latini definivano "rūs", quella parte fuori città da cui poi deriverà il termine rurale. Un termine che oggi appartiene non più al passato ma al futuro, tra evoluzione antropologica e stili di vita che portano verso il recupero non tanto della vita contadina, quanto della nuova dimensione spazio-temporale dove lasciar scorrere la propria esistenza tra coltivazioni di ortaggi e sviluppo di business in smart (country) working. Un nuovo flusso vitale che scorre tra lentezza=》concentrazione=》equilibrio=》 efficienza =》 innovazione. Nel contesto di questa fertilissima campagna, che definisce la rinnovata dimensione rurale, Ca'Matilde risalta nella sua solidità di antico casale nel quale oggi vengono (re)interpretati ospitalità e percorsi gastronomici. Accolti ci accomodiamo in un tavolo rotondo molto ampio. Mise en place essenziale, ormai tipica di molti ristoranti stellati. Ampie vetrate proiettano lo sguardo verso la campagna, immersa in una luce diffusa che presenta riflessi smorzati tipici di un primo pomeriggio della primavera in arrivo. Abbiamo scelto anticipatamente, in fase di prenotazione, il percorso "acqua in bocca" in 6 momenti. Il pesce quale elemento base, presentato nella sua espressione di essenzialità che punta a valorizzare la materia prima, è sempre affiancato a un secondo elemento: l'orto, espressione culturale e produttiva di questa parte di territorio. Orto impreziosito poi da elementi più "esotici" quali zenzero o quinoa. Tutto senza forzature o alterazioni di sapore, puntando su una creatività che mette insieme in maniera equilibrata elementi semplici. Servizio veloce e non "invasivo", che lascia breve spazio alla descrizione dei piatti sempre presentati su "supporti" essenziali bianchi coerenti con il contenuto. Usciti il silenzio e un aria mite ci avvolgono: abbraccio mia moglie e scambiamo brevi impressioni di soddisfazione per l'esperienza trascorsa. Ed è questo il tempo in cui appare chiaro come la Campagna rappresenti sempre di più il punto di equilibrio, di rifugio, di fuga dagli impegni quotidiani nella quale vivere momenti importanti

8,9
604
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Pizzeria Peccati di gola


Rubiera
19/02/2021: Un angolo di Napoli a rubiera !!! Ottimo .. e la serata burger una cannonata da non perdere .... veramente consigliato
12/02/2021: Fantastici ! Tutto buonissimo, la gentilezza e la professionalità sono a livelli altissimi! C’è Ne fossero di posti così!

8,9
59
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Macelloteca Selezione Famiglia Fornaciari


Reggio nell'emilia
23/02/2021: Qualità superlativa e cortesia d'altri tempi
11/02/2021: Chiacchieroni😃 golosi gli hamburgher

8,8
298
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Casa Maffei da Natale


Castellarano
09/02/2021: Cibo buonissimo. Personale gentile, disponibile e preparato. Proprietario ospitale. Ottima esperienza.
08/12/2020: Sempre impeccabile buon cibo e buon vino

8,8
156
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Gerry Pizza


Casalgrande
26/02/2021: Ottimo servizio, prodotti freschi e di alta qualità. Miglior pizza Johnny
11/02/2021: Personale gentilissimo e pizza ottima!

8,8
823
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Da Mario


Luzzara
12/02/2021: E la prima volta che sono stato in questa trattoria. Ospitalità cordialità ottimi primi e gustosissima carne alla brace , pesto di cavallo ed altre prelibatezze tutte da provare. E alla fine paghi 30 euro e te ne vai soddisfatto e con la pancia piena. Grazie Mario.
07/02/2021: Tutto veramente buono e di ottima qualità...

8,8
415
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Ristorante La Capannina


Viano
20/02/2021: Gestione storica che non delude mai. Esperienza sulla cucina del territorio, qualità e cortesia. Ottima cantina.
07/02/2021: Qualità, competenza e accoglienza ai massimi livelli ma senza snobismi stucchevoli. Eccellente

8,8
138
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Non Solo Pizza


Castelnovo ne' monti
09/02/2021: Focacce/pizze erbazzone montanaro, tutto molto buono 😋
04/12/2020: Pizza soffice e leggera, deliziosa!

8,8
126
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Podere Broletto Azienda Agricola


Albinea
29/01/2021: Al momento non ho avuto modo di andare....ma ho sentito amici che sono rimasti molto contenti
06/01/2021: Conduzione famigliare al top Giorgia è fantastica ottima la cucina il luogo e si beve bene fidatevi provate👏👏

8,8
1435
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Osteria in Scandiano


Scandiano
27/02/2021: Come regalo di laurea ho ricevuto un buono per un pranzo in Osteria. Accoglienza meravigliosa, ottimo cibo e vini eccellenti, non vedo l’ora di poterci tornare.
15/02/2021: Istituzione in termini di cucina tradizionale locale. Non si discute. Imbattibili su antipasti e primi. Oltre ai mitologici cappelletti ho voluto provare i tortelli che sono nel podio delle cose più buone mai mangiate in vita mia. Sui secondi bisogna invece saper scegliere ed essere preparati. La belly pork all'Earl gray non ha incontrato il mio palato, la punta acida di limone non sono stato in grado di gestirla con la pancia di maialino. La faraona 4.0 è un bell'esercizio, 3 cotture su 4 sono davvero buone. Il fritto forse perde un po'. Cioccoterapia è più bello che buono, effettivamente, ma non lo si lascia mai sul tavolo. Importante selezione di vini del territorio anche al di fuori dello scontato (ma sempre degno) Lambrusco.

8,8
1143
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Terme del Colesterolo


Reggio nell'emilia
20/02/2021: Peccato che si possano dare solo 5 stelline, ne meriterebbero 1000.... I ragazzi delle “Terme del Colesterolo” sono fantastici e i loro panini libidine allo stato puro....voto 10 !!
20/02/2021: Posto meraviglioso, panini della madonna, servizio impeccabile..... I ragazzi delle terme sono unici nel loro genere !!

8,8
1102
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La Montanara


Ramiseto
20/02/2021: Ottimo cibo, prezzi contenuti,personale gentile e preparato Vivamente consigliato
13/02/2021: Siamo molto molto soddisfatti del pranzo con eccellente qualità della materia prima, ottima cucina, servizio impeccabile, cortesia e grande accoglienza. Non vediamo l'ora di tornare. Bravissimi

8,7
919
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Ristorante badessa


Casalgrande
20/02/2021: Oggi sono venuta con famiglia per compleanno marito!! Rimasti soddisfatti veramente, ragazzi carinissimi, materia prima ottima.. per fortuna prenotato che da domani si va in zona arancione.. 5 pallini tutti meritati.. quando si potrà tornare a cena mi vedrete sicuramente..grazie e continuate così.. belli vedere una brigata giovane in cucina e ai tavoli..
20/02/2021: Piatti curati in ogni minimi dettaglio, materie prime di ottima qualità. Cortesia e disponibilità di tutto lo staff, che è giovane e allegro. Posto molto bello e caratteristico, tavoli ben distanziati come richiesto dal periodo in cui ci troviamo

8,7
417
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Liva e i suoi Sapori


Vetto
27/02/2021: complimenti anche x la gestione del covid. naturalmente il cibo e la cortesia sono una garanzia.
14/02/2021: Siamo stati in questa ottima trattoria giovedi 11 febbraio e devo dire che è stata una bellissima scoperta. Arrivati in mattinata facciamo una passeggiata (visto che mi erano state date indicazioni sui sentieri da poter percorrere) in questa stupenda zona e verso le 13 andiamo a pranzo....Locale semplice ma accogliente, personale gentile e poi va be ...arriva il cibo..piccola entree con torta fritta e salume, cappellacci con ragu' di cinghiale buonissimi (e ti chiedono se ne vuoi ancora), guancialini brasati con patate al forno da volare via e poi la TORTA IN CANTINA ...ne avrei mangiata una intera....Eccellente in tutto , soprattutto rapporto qualita' prezzo.....Ci tornero' sicuramente....

8,7
448
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Voglia Di Pizza Di Mosca Francesco


Sant'ilario d'enza
19/02/2021: In seguito ad un errore di consegna (io e mio marito ancora ci ridiamo su...chiamarmi come un'altra cliente, abitare allo stesso numero civico... ma alla via di fianco!ahahah) ho scoperto questa pizzeria... e così, la settimana dopo abbiamo ordinato da loro, beh, che dire, una scoperta eccezionale! Qualità, quantità e prezzo perfetti! Io ho sempre problemi con le pizze.... ma con questa zero problema, posso mangiarla e andare a letto senza nessun disturbo!L'impasto è digeribilissimo, il condimento di alta qualità nonché abbondante e il prezzo,compresa la consegna, è contenuto! Che dire, la stra consiglio!
14/02/2021: Veramente molto bravi, complimenti, ottima pizza, perfetta in ogni suo punto dalla cottura alla farcitura. Consiglio vivamente eccezionale

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