Abbiamo raggiunto il rifugio Chiggiato dopo una passeggiata sul sentiero 260 di 2 ore e mezza a passo molto tranquillo, con parecchie soste per riprendere fiato, per scattare qualche foto ed ammirare il meraviglioso paesaggio che ci circondava. La vista dalla piana dove si trova il rifugio è spettacolare, perché ci si trova letteralmente circondati da vette più alte (io non sono esperta e non le conosco tutte, ma l’Anteleo è quella più riconoscibile), e guardando verso valle la vista cade verso il limpidissimo lago di Calalzo. Siamo rimaste rapite dall’arcobaleno di colori creato da una molteplice varietà di fiori che rivestivano i prati attorno al rifugio.
Abbiamo pranzato in rifugio, ed è stata l’idea migliore che potessimo avere! Avremmo ordinato ogni piatto, ma alla fine la scelta è ricaduta su fagottini pere e formaggio, spezzatino di cervo con polenta, brownie con panna e torta paradiso con marmellata di albicocche… beh, una vera gioia per il palato! Tutto super delizioso, nonostante fossimo in un rifugio (che ovviamente ha risorse limitate) i gusti erano ben equilibrati, cotture perfette, porzioni abbondanti!
Ringraziamo con molto piacere tutto lo staff per questo pranzo, e facciamo i complimenti per la loro cordialità, gentilezza e simpatia.
Dopo qualche minuto stese sull’erba abbiamo fatto ritorno con il sentiero 261 percorso per la maggior parte in mezzo al bosco, molto più largo e dalla pendenza dolce rispetto al percorso fatto salendo, ci abbiamo messo poco meno di 3 ore.
Percorso ad anello super consigliato, ma fatela una sosta in rifugio che merita!