Ieri, per Pasquetta, ho seguito un istinto semplice: cercare il mare.
Ho trovato un ristorante nascosto tra la strada e l’orizzonte, un angolo raccolto, lontano dal rumore e dalla fretta. Non troppa gente, il suono delle onde a riempire gli spazi vuoti.
Seduto lì, con il mare davanti e l’aria leggera intorno, tutto sembrava scorrere al ritmo giusto. Il servizio era presente ma mai invadente, i piatti arrivavano con tempi gentili, senza fretta e senza attese forzate.
Il cibo era buono, sincero, come il luogo che lo accoglieva. E il conto, alla fine, ha confermato quella bella sensazione di equilibrio che aveva accompagnato tutto il pranzo.
Un momento semplice, e proprio per questo perfetto.